Visualizzazione post con etichetta Recupero crediti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Recupero crediti. Mostra tutti i post

mercoledì 15 giugno 2016

Se si è nullatenenti il fisco cosa può fare?

Fonte: laleggepertutti.it


Chi è davvero nullatenente non rischia alcunché né nei confronti dei creditori privati, né del fisco: il principio, infatti, sancito dai moderni Stati democratici è che nessuno può essere obbligato a eseguire una prestazione per lui impossibile. Non scattano, quindi, né sanzioni di carattere amministrativo (previste, al massimo, solo per chi emette assegni a vuoto) né tantomeno penali (disposte invece solo nel caso di insolvenza fraudolenta, ossia per chi volontariamente e artificiosamente si mette nella condizione di non pagare, vendendo o donando tutti i propri beni). Alla pari non scattano neanche segnalazioni alla Centrale Rischi (previste solo per chi non paga la banca o altro intermediario finanziario: misura resa necessaria per garantire la stabilità del sistema creditizio).

mercoledì 1 giugno 2016

Recupero crediti: l’atto di citazione fuori città è illegittimo

Fonte: Laleggepertutti.it


Se devi ancora pagare una somma di denaro e, dopo numerosi solleciti da parte della società di recupero crediti, hai ricevuto un atto di citazione che ti invita a comparire innanzi a un tribunale diverso da quello della tua città, è molto probabile che sei vittima di un abuso e di una pratica commerciale scorretta, passibile di denuncia all’Antitrust. A dirlo è lo stesso Garante della Concorrenza e del Mercato che avverte: sono numerosi i casi di illegittimo esercizio dei diritti da parte delle società di recupero crediti, spesso d’accordo con gli studi legali fiduciari. Ma procediamo con ordine per comprendere la questione.


martedì 19 aprile 2016

Recupero crediti: nuove regole sulla privacy dei debitori


Recupero crediti: arrivano le nuove regole da rispettare per garantire la privacy dei debitori. Anche chi non paga i propri impegni contrattuali ha diritto a veder garantita la propria riservatezza, specie quando il recupero del credito avviene con modalità massime come nel caso di società apposite che agiscono tramite call center e altri sistemi di contatto stragiudiziale (lettere di diffida, ecc.). Così il Garante della Privacy ha appena pubblicato il nuovo vademecum sui diritti del debitore: una guida sintetica che illustra a quali principi si devono ispirare coloro che svolgono attività di recupero del credito e le garanzie riconosciute al debitore.

Quali dati personali si possono trattare nell’ambito dell’attività di recupero crediti? Quali sono le prassi ritenute illecite? Come vanno conservati i dati? Esiste un diritto alla riservatezza del debitore? A queste e ad altre domande risponde il vademecum predisposto dal Garante per la protezione dei dati personali. Ma procediamo per singoli punti.


mercoledì 13 aprile 2016

Società di recupero crediti: come difendersi

Fonte:   laleggepertutti.it


Impariamo a difenderci dalle società di recupero crediti: è vero che i debiti vanno pagati, ma è anche vero che il creditore non può ricorrere a mezzi scorretti, ossessivi e con bugie di ogni tipo pur di riscuotere quanto a lui dovuto. I call center, peraltro, sono caratterizzati anche da una forte aggressività, dovuta al fatto che tanto il dipendente al telefono, quanto la società da cui questi dipende guadagnano solo se e in percentuale a quanto riscosso. Il che evidenzia come la lotta sia impari. Da un lato, infatti, c’è il solo debitore, spesso ignorante dei propri diritti e delle facoltà che spettano alla controparte; dall’altro ce ne sono ben tre: il creditore, la società di recupero crediti e il suo dipendente, tutti interessati – in quota parte – a ottenere il pagamento.

giovedì 7 aprile 2016

Recupero crediti per creditore e debitore

Fonte;   laleggepertutti.it


La parola recupero crediti evoca scenari spesso desolanti sia per i creditori che per i debitori: i primi afflitti dall’inefficienza dei sistemi giudiziali, dai costi elevati e dall’incertezza delle procedure esecutive; i secondi, invece, dal timore di doversi difendere dall’intervento dell’ufficiale giudiziario o da un pignoramento, eventualmente ricorrendo alla consulenza di un avvocato quando spesso non si hanno neanche i soldi per pagare il proprio debito.
Si sente spesso dire che l’ordinamento tutela più i debitori che i creditori: è vera questa affermazione? Esistono strumenti di tutela contro i nullatenenti? È davvero così facile spogliarsi dei proprio beni? Che valore hanno gli assegni e le cambiali? Quanto tempo ci vuole per un recupero crediti? Che differenza c’è tra un recupero giudiziale e uno stragiudiziale? A questa e a tante altre domande cercheremo di dare risposta in questa breve guida, iniziando proprio da quest’ultimo quesito.

venerdì 4 marzo 2016

Debitore tormentato dal recupero crediti: danno da privacy violata

Fonte:  laleggepertutti.it




Recuperare un credito, di questi tempi, è un’impresa ardua: ma non per questo è lecito infrangere le regole poste a tutela della privacy del debitore. Su tale aspetto, invece, le società di recupero crediti hanno la “mano pesante”, spinte dall’esigenza di raggiungere gli “obiettivi di recuperato”. E così, spesso, le telefonate inoltrate al debitore, per convincerlo a saldare la morosità, lo raggiungono finanche sul posto di lavoro o a casa dei parenti. In questo caso, non c’è dubbio che viene violata la riservatezza del cittadino il quale ha il diritto a mantenere segreta la propria posizione debitoria nei confronti dei terzi, specie parenti e colleghi.  

Consigli legali contro lo “stalking” delle società di recupero crediti

Fonte la leggepertutti.it




Anche le società di recupero crediti sentono la crisi economica: colpa delle tasche dei cittadini, sempre più vuote, che hanno reso le riscossioni difficilissime. Così, non di rado, gli operatori telefonici ricorrono a mezzi “poco ortodossi”: non si fanno scrupoli, per esempio, ad alzare la voce, a minacciare l’intervento di “esattori”, a preannunciare imminenti espropriazioni immobiliari, ecc. Spesso, poi, quando lo stalking telefonico diventa più pressante, la ricerca del debitore avviene presso luoghi ove invece dovrebbe essere rispettata la privacy, come il posto di lavoro o l’abitazione di parenti.   Occupandoci di questo delicato argomento, abbiamo, in passato, parlato dell’obbligo del rispetto della privacy da parte delle società di recupero credito (leggi l’articolo: “Debitore tormentato dal recupero crediti: danno da privacy violata”) ed abbiamo anche elencato i limiti entro cui l’attività di recupero crediti può svolgersi (leggi l’articolo “Società di recupero crediti: cosa possono fare e cosa non possono fare”).

giovedì 2 luglio 2015

La ricerca telematica dei beni pignorabili è ora libera.

Fonte:  http://www.laleggepertutti.it/91825_la-ricerca-telematica-dei-beni-pignorabili-e-ora-libera



Tra le novità introdotte dal recente Decreto Legge di riforma del processo civile, vi è quella riguardante la ricerca telematica dei beni pignorabili che diventa finalmente libera, mediante accesso diretto del creditore alle banche dati utilizzate dalla pubblica amministrazione come l’Anagrafe Tributaria, gli archivi dell’INPS, il PRA, l’anagrafe dei conti correnti, i registri immobiliari, ecc.

In particolare il nuovo decreto legge [2] “liberalizza” la ricerca telematica dei beni del debitore da pignorare, senza che vi sia più necessità dei famosi – e mai emanati – decreti attuativi che l’originaria legge aveva imposto per l’operatività di tale riforma: pertanto il creditore, previamente autorizzato dal Presidente del Tribunale, potrà cercare beni mobili, immobili, autoveicoli e conti correnti da pignorare accedendo direttamente alle banche dati tributarie e previdenziali, nonché al registro automobilistico, senza doversi prima rivolgere agli ufficiali giudiziari, ma chiedendolo direttamente alle pubbliche amministrazioni interessate e titolari della relativa banca dati.  

venerdì 8 maggio 2015

Recupero crediti e privacy: le prescrizioni del Garante Fonte: www.altalex.com

Recupero crediti e privacy: le prescrizioni del Garante
Garante Privacy , provvedimento 30.11.2005 (Alessandro Tognetti)
Il Garante per la privacy ha adottato un provvedimento a carattere generale con il quale ha prescritto alle società di recupero crediti ,finanziarie, banche, concessionari di pubblici servizi, compagnie telefoniche, le misure alle quali attenersi per non incorrere in illeciti.
L’interesse primario del Garante è quello di tutelare i cittadini ed evitare prassi invasive o lesive della dignità personale.
Queste in sintesi le indicazioni dell’Ufficio del Garante:
  1. Coloro che svolgono attività di recupero crediti devono evitare di comunicare ingiustificatamente informazioni relative ai mancati pagamenti ad altri soggetti che non siano l'interessato (es. familiari, colleghi di lavoro o vicini di casa) ed esercitare indebite pressioni su quest'ultimo.
  2. Non si deve far ricorso a telefonate preregistrate perché con questa modalità persone diverse dal debitore possono venire a conoscenza di una sua eventuale condizione di inadempienza.
  3. E’ illecita L'affissione da parte degli incaricati del recupero crediti di avvisi di mora sulla porta di casa( questa modalità rende possibile la diffusione dei dati personali dell'interessato ad una serie indeterminata di soggetti)
  4. Non si deverendere visibile a persone estranee il contenuto di una comunicazione, come può accadere con l'utilizzo di cartoline postali o con l'invio di plichi recanti all'esterno la scritta "recupero crediti" o formule simili.
  5. Le sollecitazioni di pagamento devono essere portate a conoscenza del solo debitore, usando plichi chiusi e senza scritte specifiche.
  6. Gli incaricati delle società non possono usare altri dati se non quelli assolutamente necessari all'esecuzione del mandato (dati anagrafici, codice fiscale, ammontare del credito, recapiti telefonici).
  7. Una volta assolto l'incarico e acquisite le somme, i dati dovranno essere cancellati.

info

testo