Fonte: http://www.laleggepertutti.it/93281_abuso-edilizio-quando-si-prescrive
Una costruzione abusiva, ossia costruita senza titolo edilizio (permesso a costruire) dà luogo contemporaneamente tanto ad un reato (abuso edilizio) quanto ad un illecito amministrativo. Il reato è soggetto a prescrizione nei termini che a breve diremo, mentre invece l’illecito amministrativo non si prescrive mai. Ne consegue che il Comune potrebbe ordinare la demolizione del manufatto abusivo (si tratta, infatti della sanzione a carattere amministrativo), mentre diversa risposta potrebbe essere data da un punto di vista penalistico, essendo probabile, dopo il decorso di quattro o cinque anni, che il reato edilizio sia prescritto.
venerdì 10 luglio 2015
Finanziamenti agevolati donne 2015 anche per professioniste
http://www.laleggepertutti.it/93246_finanziamenti-agevolati-donne-2015-anche-per-professioniste
Non solo credito alle imprese, ma anche alle semplici attività professionali: è questa la nuova estensione della garanzia offerta dal Fondo Pmi, grazie alla nuova circolare del Medio Credito Centrale [1].
La nuova normativa, in pratica, consente , alle professioniste che abbiano difficoltà ad accedere ai finanziamenti bancari, la copertura dell’80% della cifra richiesta da parte del Fondo di Garanzia per le Pmi, sino ad un plafond massimo di 2 milioni e mezzo di Euro: questo significa che, per ogni prestito concesso, la banca non potrà richiedere alla lavoratrice alcuna garanzia, nel limite della quota coperta dal fondo.
Ad esempio, se Tizia richiede alla banca un finanziamento di 100.000, il Fondo presterà la garanzia per 80.000 Euro, e la banca potrà richiedere alla cliente garanzie aggiuntive solo per i 20.000 Euro non coperti dallo Stato.
Non solo credito alle imprese, ma anche alle semplici attività professionali: è questa la nuova estensione della garanzia offerta dal Fondo Pmi, grazie alla nuova circolare del Medio Credito Centrale [1].
La nuova normativa, in pratica, consente , alle professioniste che abbiano difficoltà ad accedere ai finanziamenti bancari, la copertura dell’80% della cifra richiesta da parte del Fondo di Garanzia per le Pmi, sino ad un plafond massimo di 2 milioni e mezzo di Euro: questo significa che, per ogni prestito concesso, la banca non potrà richiedere alla lavoratrice alcuna garanzia, nel limite della quota coperta dal fondo.
Ad esempio, se Tizia richiede alla banca un finanziamento di 100.000, il Fondo presterà la garanzia per 80.000 Euro, e la banca potrà richiedere alla cliente garanzie aggiuntive solo per i 20.000 Euro non coperti dallo Stato.
mercoledì 8 luglio 2015
Equitalia: l’intimazione di pagamento si può impugnare
fonte: http://www.laleggepertutti.it/93155_se-ricevi-da-equitalia-una-cartella-per-multe
Il contribuente che non abbia impugnato la cartella di pagamento di Equitalia può sempre ricorrere contro la successiva intimazione di pagamento (una sorta di sollecito inviato al contribuente), ma solo per vizi propri di quest’atto e non per quelli della prodromica cartella. Così, per esempio, potrebbe far valere l’eventuale omessa notifica della cartella (ossia, il fatto di non aver mai ricevuto, prima dell’intimazione di pagamento, un precedente atto da parte di Equitalia) o l’intervenuta prescrizione, nel frattempo, dell’obbligo di pagare gli importi iscritti a ruolo. Non si può, invece, impugnare l’intimazione per contestare vizi di forma o di contenuto della cartella di pagamento, specie se quest’ultima non sia stata impugnata e si sia resa definitiva (per esempio, la contestazione del calcolo degli interessi, la mancata indicazione del responsabile del procedimento, ecc.). Insomma, i vizi della cartella di pagamento possono essere sollevati solo entro 60 giorni dalla sua notifica; quelli dei successivi atti, come l’intimazione di pagamento, anche dopo.
A chiarire questo principio è la Commissione Tributaria Regionale del Lazio [1].
Il contribuente che non abbia impugnato la cartella di pagamento di Equitalia può sempre ricorrere contro la successiva intimazione di pagamento (una sorta di sollecito inviato al contribuente), ma solo per vizi propri di quest’atto e non per quelli della prodromica cartella. Così, per esempio, potrebbe far valere l’eventuale omessa notifica della cartella (ossia, il fatto di non aver mai ricevuto, prima dell’intimazione di pagamento, un precedente atto da parte di Equitalia) o l’intervenuta prescrizione, nel frattempo, dell’obbligo di pagare gli importi iscritti a ruolo. Non si può, invece, impugnare l’intimazione per contestare vizi di forma o di contenuto della cartella di pagamento, specie se quest’ultima non sia stata impugnata e si sia resa definitiva (per esempio, la contestazione del calcolo degli interessi, la mancata indicazione del responsabile del procedimento, ecc.). Insomma, i vizi della cartella di pagamento possono essere sollevati solo entro 60 giorni dalla sua notifica; quelli dei successivi atti, come l’intimazione di pagamento, anche dopo.
A chiarire questo principio è la Commissione Tributaria Regionale del Lazio [1].
Se ricevi da Equitalia una cartella per multe
fonte: http://www.laleggepertutti.it/93155_se-ricevi-da-equitalia-una-cartella-per-multe
Ogni giorno centinaia di contribuenti ricevono cartelle di pagamento da parte dell’Agente della Riscossione (di solito Equitalia), molte delle quali sono relative a verbali per violazione del Codice della strada. Come deve comportarsi il cittadino che riceve una cartella di questo tipo?
Innanzitutto deve leggere la cartella con attenzione.
Le informazioni essenziali sono contenute alla seconda pagina della cartella: qui, infatti, devono essere indicati gli estremi della sanzione (data dell’accertamento e data della notificazione del verbale se avvenuta per posta), la targa dell’autoveicolo sanzionato e l’ente creditore.
Ogni giorno centinaia di contribuenti ricevono cartelle di pagamento da parte dell’Agente della Riscossione (di solito Equitalia), molte delle quali sono relative a verbali per violazione del Codice della strada. Come deve comportarsi il cittadino che riceve una cartella di questo tipo?
Innanzitutto deve leggere la cartella con attenzione.
Le informazioni essenziali sono contenute alla seconda pagina della cartella: qui, infatti, devono essere indicati gli estremi della sanzione (data dell’accertamento e data della notificazione del verbale se avvenuta per posta), la targa dell’autoveicolo sanzionato e l’ente creditore.
Servizio civile, nuovo bando: occasione per ricevere formazione e trovare lavoro
fonte: http://www.laleggepertutti.it/93162_servizio-civile-nuovo-bando-occasione-per-ricevere-formazione-e-trovare-lavoro
Sul sito www.serviziocivile.gov.it è stato pubblicato un bando, con scadenza 31/07/2015 per la selezione di 985 volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale in Italia, di cui:
– 823 da avviare nei progetti di servizio civile volti all’accompagnamento dei grandi invalidi e dei ciechi civili in Italia;
– 12 da avviare nel progetto “Ambiente e dintorni” rivalutato dalla Regione Sicilia;
– 4 autofinanziati dall’Autorità Nazionale Anticorruzione;
– 146 autofinanziati dal Ministero dell’Interno – Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione.
Sul sito www.serviziocivile.gov.it è stato pubblicato un bando, con scadenza 31/07/2015 per la selezione di 985 volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale in Italia, di cui:
– 823 da avviare nei progetti di servizio civile volti all’accompagnamento dei grandi invalidi e dei ciechi civili in Italia;
– 12 da avviare nel progetto “Ambiente e dintorni” rivalutato dalla Regione Sicilia;
– 4 autofinanziati dall’Autorità Nazionale Anticorruzione;
– 146 autofinanziati dal Ministero dell’Interno – Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione.
I canoni di affitto non pagati devono essere dichiarati al Fisco?
fonte: http://www.laleggepertutti.it/93164_i-canoni-di-affitto-non-pagati-devono-essere-dichiarati-al-fisco
La morosità nel pagamento dei canoni di affitto è un fatto tanto frequente che le procedure di sfratto ingolfano i Tribunali italiani e richiedono, proprio per il loro ingente numero, tempi non sempre rapidi. I numerosi problemi che la morosità porta con sé, relativi tanto alla mancanza di un reddito sperato per il proprietario – locatore, quanto (almeno nei casi di morosità incolpevole) allo stato di grave precarietà esistenziale di cui la morosità è solo uno dei sintomi, interessano i più disparati aspetti della vita della comunità. Non ultimo fra i tanti risalta l’aspetto connesso alle conseguenze fiscali della morosità del conduttore.
Il proprietario, cioè, si chiede se e come dichiarare al Fisco l’ammontare dei canoni pattuiti e risultanti dal contratto registrato, ma che non gli sono stati versati dal conduttore.
La morosità nel pagamento dei canoni di affitto è un fatto tanto frequente che le procedure di sfratto ingolfano i Tribunali italiani e richiedono, proprio per il loro ingente numero, tempi non sempre rapidi. I numerosi problemi che la morosità porta con sé, relativi tanto alla mancanza di un reddito sperato per il proprietario – locatore, quanto (almeno nei casi di morosità incolpevole) allo stato di grave precarietà esistenziale di cui la morosità è solo uno dei sintomi, interessano i più disparati aspetti della vita della comunità. Non ultimo fra i tanti risalta l’aspetto connesso alle conseguenze fiscali della morosità del conduttore.
Il proprietario, cioè, si chiede se e come dichiarare al Fisco l’ammontare dei canoni pattuiti e risultanti dal contratto registrato, ma che non gli sono stati versati dal conduttore.
martedì 7 luglio 2015
La mancata tenuta delle scritture contabili non è reato: Cassazione
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Con
Sentenza 6 luglio 2015, n. 28581, la Corte di Cassazione ha
precisato che la mancata tenuta delle scritture contabili da parte
dell'imprenditore non comporta la condanna penale ma solamente la
sanzione amministrativa prevista dall'art. 9, D.Lgs. n. 471/1997. In particolare, i Giudici hanno chiarito che la condotta sanzionata dall'art. 10, D.Lgs. n. 74/2000 è relativa solamente all'"occultamento o distruzione delle scritture contabili obbligatorie e non anche quella della loro mancata tenuta". |
lunedì 6 luglio 2015
Fondo di solidarietà per le imprese agricole: accesso in caso di eventi alluvionali e infezioni
È stata
pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3 luglio 2015, la Legge n.
91/2015 di conversione del Decreto Legge 5 maggio 2015, n. 51, recante "Disposizioni
urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi, di sostegno alle
imprese agricole colpite da eventi di carattere eccezionale e di
razionalizzazione delle strutture ministeriali."
L'art. 5 prevede l'accesso al Fondo di solidarietà nazionale per le imprese agricole, che hanno subito danni a causa di eventi alluvionali e di infezioni di organismi nocivi ai vegetali.
L'art. 5 prevede l'accesso al Fondo di solidarietà nazionale per le imprese agricole, che hanno subito danni a causa di eventi alluvionali e di infezioni di organismi nocivi ai vegetali.
Sabatini-bis, Circolare Mise
|
Sabatini-bis,
Circolare Mise |
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Con Circolare
26 giugno 2015, n. 45998, il Mise modifica il punto 2.5 della
Circolare 24 dicembre 2014, n. 71299 relativa alla disciplina dei
finanziamenti per l'acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da
parte di piccole medie imprese (c.d. Sabatini-bis). In particolare, la modifica riguarda la soppressione delle parole "fatti salvi gli investimenti relativi al settore agricolo, di cui al regolamento 702/2014, che possono essere avviati solo successivamente al provvedimento di concessione degli aiuti". Con tale intervento il Mise adegua quindi le regole dell'agroalimentare con gli altri settori dei servizi e manifatturiero e viene meno l'obbligo dell'avvio degli investimenti solo successivamente al provvedimento di concessione. |
Processo penale: se il giudice è sostituito, la sentenza può essere annullata
Fonte: http://www.laleggepertutti.it/92879_processo-penale-se-il-giudice-e-sostituito-la-sentenza-puo-essere-annullata
Nel processo penale, a decidere la causa deve essere necessariamente lo stesso giudice che ha presieduto alla fase istruttoria di raccolta delle prove: pertanto è nulla la sentenza deliberata da un collegio che ha apprezzato, soppesando od escludendo, materiale probatorio formalmente acquisito da collegio di diversa composizione.
La legge [1] infatti impone che alla deliberazione della sentenza concorrono, a pena di nullità assoluta, gli stessi giudici che hanno partecipato al dibattimento. Se alla deliberazione devono provvedere giudici diversi l’attività istruttoria precedentemente compiuta deve essere rinnovata. È la Cassazione [2] a ricordare il cosiddetto principio di immutabilità, funzionale al rispetto dei principi di oralità ed immediatezza: esso esige che a decidere il processo sia lo stesso giudice che ha presieduto all’istruttoria; tale principio comprende l’effettivo svolgimento dell’intera attività dibattimentale.
Banche: nulli gli interessi maggiorati sul prestito
Fonte: http://www.laleggepertutti.it/92858_banche-nulli-gli-interessi-maggiorati-sul-prestito
Sul calcolo degli interessi illegittimi le banche non ci stanno e continuano a fare di testa propria: e così fioccano le sentenze di condanna con cui i giudici continuano a bacchettarle; non si scherza, insomma, coi soldi dei correntisti ed è inutile fare il gioco delle tre carte per far riaffiorare dalla finestra quello che era uscito dalla porta.
L’anatocismo – ossia il calcolo degli interessi sia sul capitale dato in prestito che sugli interessi precedentemente maturati – è ormai illegittimo dal 2014, vietato dalla legge di Stabilità che era stata sufficientemente chiara nel metterlo fuori legge. La pratica è stata applicata per anni dagli istituti di credito ai danni dei correntisti che avevano contratto un finanziamento o un mutuo di vario tipo: in pratica, gli interessi – dispone la legge – vanno calcolati, ogni anno solo sul capitale dato in prestito, ma non anche sugli interessi già scaduti, altrimenti il debito lievita in modo spropositato.
Sul calcolo degli interessi illegittimi le banche non ci stanno e continuano a fare di testa propria: e così fioccano le sentenze di condanna con cui i giudici continuano a bacchettarle; non si scherza, insomma, coi soldi dei correntisti ed è inutile fare il gioco delle tre carte per far riaffiorare dalla finestra quello che era uscito dalla porta.
L’anatocismo – ossia il calcolo degli interessi sia sul capitale dato in prestito che sugli interessi precedentemente maturati – è ormai illegittimo dal 2014, vietato dalla legge di Stabilità che era stata sufficientemente chiara nel metterlo fuori legge. La pratica è stata applicata per anni dagli istituti di credito ai danni dei correntisti che avevano contratto un finanziamento o un mutuo di vario tipo: in pratica, gli interessi – dispone la legge – vanno calcolati, ogni anno solo sul capitale dato in prestito, ma non anche sugli interessi già scaduti, altrimenti il debito lievita in modo spropositato.
venerdì 3 luglio 2015
Cartella di pagamento Equitalia: come contestare la notifica
fonte: http://www.laleggepertutti.it/92730_cartella-di-pagamento-equitalia-come-contestare-la-notifica
Mettiamo subito in chiaro una cosa: con l’arrivo della cartella esattoriale di Equitalia il contribuente non può più contestare la pretesa fiscale a monte, essendo decorsi ormai i termini per farlo. Tanto per fare un esempio, chi riceve una cartella per un bollo auto non pagato, non può impugnare la cartella sostenendo che l’auto sia stata in precedenza rottamata o non sia di sua proprietà: rimettere in gioco le contestazioni sul “merito” degli importi è, insomma, ormai impossibile perché si tratta di censure che dovevano essere sollevate contro la prima richiesta di pagamento. Se poi quest’ultima non gli è mai giunta – sempre che non si verta in una delle ipotesi in cui la cartella è il primo atto notificato al contribuente – allora potrà eccepire il difetto di notifica del cosiddetto “atto prodromico”.
Mettiamo subito in chiaro una cosa: con l’arrivo della cartella esattoriale di Equitalia il contribuente non può più contestare la pretesa fiscale a monte, essendo decorsi ormai i termini per farlo. Tanto per fare un esempio, chi riceve una cartella per un bollo auto non pagato, non può impugnare la cartella sostenendo che l’auto sia stata in precedenza rottamata o non sia di sua proprietà: rimettere in gioco le contestazioni sul “merito” degli importi è, insomma, ormai impossibile perché si tratta di censure che dovevano essere sollevate contro la prima richiesta di pagamento. Se poi quest’ultima non gli è mai giunta – sempre che non si verta in una delle ipotesi in cui la cartella è il primo atto notificato al contribuente – allora potrà eccepire il difetto di notifica del cosiddetto “atto prodromico”.
Dirigenti Agenzia Entrate: “Usurpatori”. Per l’UE: atti nulli in massa
http://www.laleggepertutti.it/92727_dirigenti-agenzia-entrate-usurpatori-per-lue-atti-nulli-in-massa
Accertamenti fiscali nulli perché firmati dai “falsi” dirigenti dell’Agenzia delle Entrate: sono parole che fanno tremare la terra, quelle che escono dalla Corte di Giustizia Europea [1] richiamata dalla recente sentenza della CTR Lombardia; quest’ultima appella i funzionari del fisco come “usurpatori di funzioni pubbliche” in quanto hanno sino ad oggi firmato degli atti arrogandosi poteri di una qualifica superiore che, in realtà (come chiarito dalla Corte Costituzionale) non avevano mai conseguito con un regolare concorso.
Seguendo l’insegnamento fornito dai giudici di Lussemburgo, il contribuente ha gioco facile in causa: infatti, ogni volta in cui questi contesti un vizio formale di un atto fiscale – come, appunto, la carenza di poteri di chi lo sottoscritto – non spetta a lui dimostrare i fatti a fondamento di ciò (ossia, procurarsi il curriculum vitae del funzionario), ma è piuttosto l’Agenzia delle Entrate che deve fornire la prova contraria (dimostrare, cioè, che il firmatario ha conseguito il posto a seguito di regolare concorso).
Accertamenti fiscali nulli perché firmati dai “falsi” dirigenti dell’Agenzia delle Entrate: sono parole che fanno tremare la terra, quelle che escono dalla Corte di Giustizia Europea [1] richiamata dalla recente sentenza della CTR Lombardia; quest’ultima appella i funzionari del fisco come “usurpatori di funzioni pubbliche” in quanto hanno sino ad oggi firmato degli atti arrogandosi poteri di una qualifica superiore che, in realtà (come chiarito dalla Corte Costituzionale) non avevano mai conseguito con un regolare concorso.
Seguendo l’insegnamento fornito dai giudici di Lussemburgo, il contribuente ha gioco facile in causa: infatti, ogni volta in cui questi contesti un vizio formale di un atto fiscale – come, appunto, la carenza di poteri di chi lo sottoscritto – non spetta a lui dimostrare i fatti a fondamento di ciò (ossia, procurarsi il curriculum vitae del funzionario), ma è piuttosto l’Agenzia delle Entrate che deve fornire la prova contraria (dimostrare, cioè, che il firmatario ha conseguito il posto a seguito di regolare concorso).
Pignoramento immobiliare: ora possibile anche contro il terzo acquirente
fonte: http://www.laleggepertutti.it/92513_pignoramento-immobiliare-ora-possibile-anche-contro-il-terzo-acquirente
Il Governo approva un decreto legge che modifica il codice civile consentendo ai creditori di pignorare gli immobili anche nel caso in cui siano stati ceduti a terzi a titolo gratuito oppure assoggettati a vincoli di indisponibilità.
In altre parole, la norma facilita l’esecuzione forzata perché permette ai creditori di iniziare gli atti della procedura direttamente contro i terzi senza dover prima passare da un giudizio di revocatoria dell’atto con cui il debitore ha trasferito i propri beni.
Prima di questo decreto infatti il creditore che si riteneva pregiudicato da un atto del debitore volto a estromettere dal patrimonio di quest’ultimo uno o più beni era obbligato a iniziare una causa di revocatoria , ossia un giudizio con il quale chiedere al Tribunale di dichiarare nei propri confronti l’inefficacia dell’atto compiuto poiché arrecante pregiudizio alle proprie ragioni.
Il Governo approva un decreto legge che modifica il codice civile consentendo ai creditori di pignorare gli immobili anche nel caso in cui siano stati ceduti a terzi a titolo gratuito oppure assoggettati a vincoli di indisponibilità.
In altre parole, la norma facilita l’esecuzione forzata perché permette ai creditori di iniziare gli atti della procedura direttamente contro i terzi senza dover prima passare da un giudizio di revocatoria dell’atto con cui il debitore ha trasferito i propri beni.
Prima di questo decreto infatti il creditore che si riteneva pregiudicato da un atto del debitore volto a estromettere dal patrimonio di quest’ultimo uno o più beni era obbligato a iniziare una causa di revocatoria , ossia un giudizio con il quale chiedere al Tribunale di dichiarare nei propri confronti l’inefficacia dell’atto compiuto poiché arrecante pregiudizio alle proprie ragioni.
Anatocismo bancario: stop già dal 2014
fonte: http://www.laleggepertutti.it/92606_anatocismo-bancario-stop-gia-dal-2014
L’anatocismo bancario è fuorilegge già dal 1° gennaio del 2014 e i correntisti hanno diritto alla restituzione delle somme pagate all’istituto di credito o da quest’ultimo illegittimamente pretese: infatti, quando la banca calcola gli interessi essi vanno computati solo sul capitale residuo e non anche sul capitale maggiorato agli interessi maturati in precedenza.
Vendita di immobile per sottrarsi alle tasse: non sempre c’è reato
Fonte: http://www.laleggepertutti.it/92637_vendita-di-immobile-per-sottrarsi-alle-tasse-non-sempre-ce-reato
Chi vende i propri beni con lo scopo di non pagare le tasse (e quindi ponendo in essere un atto che, nella sostanza, è solo simulato, perché volto a frodare il fisco) si espone ad una incriminazione per “sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte”;
tuttavia questo reato non scatta se le somme incassate a seguito di una vendita ritenuta simulata sono utilizzate per il pagamento di imposte anche se non si tratti di quelle oggetto dell’asserita sottrazione. È necessario provare che la vendita sia avvenuta a prezzi inferiori con la conseguente volontà di sottrarsi al versamento.
Chi vende i propri beni con lo scopo di non pagare le tasse (e quindi ponendo in essere un atto che, nella sostanza, è solo simulato, perché volto a frodare il fisco) si espone ad una incriminazione per “sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte”;
tuttavia questo reato non scatta se le somme incassate a seguito di una vendita ritenuta simulata sono utilizzate per il pagamento di imposte anche se non si tratti di quelle oggetto dell’asserita sottrazione. È necessario provare che la vendita sia avvenuta a prezzi inferiori con la conseguente volontà di sottrarsi al versamento.
giovedì 2 luglio 2015
La ricerca telematica dei beni pignorabili è ora libera.
Fonte: http://www.laleggepertutti.it/91825_la-ricerca-telematica-dei-beni-pignorabili-e-ora-libera
Tra le novità introdotte dal recente Decreto Legge di riforma del processo civile, vi è quella riguardante la ricerca telematica dei beni pignorabili che diventa finalmente libera, mediante accesso diretto del creditore alle banche dati utilizzate dalla pubblica amministrazione come l’Anagrafe Tributaria, gli archivi dell’INPS, il PRA, l’anagrafe dei conti correnti, i registri immobiliari, ecc.
In particolare il nuovo decreto legge [2] “liberalizza” la ricerca telematica dei beni del debitore da pignorare, senza che vi sia più necessità dei famosi – e mai emanati – decreti attuativi che l’originaria legge aveva imposto per l’operatività di tale riforma: pertanto il creditore, previamente autorizzato dal Presidente del Tribunale, potrà cercare beni mobili, immobili, autoveicoli e conti correnti da pignorare accedendo direttamente alle banche dati tributarie e previdenziali, nonché al registro automobilistico, senza doversi prima rivolgere agli ufficiali giudiziari, ma chiedendolo direttamente alle pubbliche amministrazioni interessate e titolari della relativa banca dati.
Tra le novità introdotte dal recente Decreto Legge di riforma del processo civile, vi è quella riguardante la ricerca telematica dei beni pignorabili che diventa finalmente libera, mediante accesso diretto del creditore alle banche dati utilizzate dalla pubblica amministrazione come l’Anagrafe Tributaria, gli archivi dell’INPS, il PRA, l’anagrafe dei conti correnti, i registri immobiliari, ecc.
In particolare il nuovo decreto legge [2] “liberalizza” la ricerca telematica dei beni del debitore da pignorare, senza che vi sia più necessità dei famosi – e mai emanati – decreti attuativi che l’originaria legge aveva imposto per l’operatività di tale riforma: pertanto il creditore, previamente autorizzato dal Presidente del Tribunale, potrà cercare beni mobili, immobili, autoveicoli e conti correnti da pignorare accedendo direttamente alle banche dati tributarie e previdenziali, nonché al registro automobilistico, senza doversi prima rivolgere agli ufficiali giudiziari, ma chiedendolo direttamente alle pubbliche amministrazioni interessate e titolari della relativa banca dati.
mercoledì 1 luglio 2015
Buoni pasto: da domani non più possibile cumularli per fare la spesa
Fonte: http://www.laleggepertutti.it/92221_buoni-pasto-da-domani-non-piu-possibile-cumularli-per-fare-la-spesa
Da domani non sarà più possibile fare la spesa al supermercato utilizzando contemporaneamente più buoni pasto elettronici, forniti dal datore di lavoro: a vietare, infatti, il cumulo dei buoni pasto è la recente riforma che consegna nelle mani dei lavoratori dei ticket restaurant solo in modalità elettronica, fino a massimo 7 euro al giorno, non utilizzabili oltre tale soglia e non spendibili nelle giornate non lavorative.
Da domani non sarà più possibile fare la spesa al supermercato utilizzando contemporaneamente più buoni pasto elettronici, forniti dal datore di lavoro: a vietare, infatti, il cumulo dei buoni pasto è la recente riforma che consegna nelle mani dei lavoratori dei ticket restaurant solo in modalità elettronica, fino a massimo 7 euro al giorno, non utilizzabili oltre tale soglia e non spendibili nelle giornate non lavorative.
CONTANTI IN TRAPPOLA
Un nuovo stratagemma per rubare soldi dal bancomat: si chiama Cash Trapping, o forchetta.
Pignoramento dello stipendio: nuove regole
Fonte: http://www.laleggepertutti.it/91913_pignoramento-dello-stipendio-nuove-regole
La legge [1] prevede le condizioni di pignorabilità dello stipendio, ovvero le somme dovute dai privati a titolo di stipendio, di salario o di altra indennità (incluse le pensioni) relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, che possono essere pignorate per crediti alimentari nella misura autorizzata dal Tribunale o da un Giudice da esso delegato.
La legge [1] prevede le condizioni di pignorabilità dello stipendio, ovvero le somme dovute dai privati a titolo di stipendio, di salario o di altra indennità (incluse le pensioni) relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, che possono essere pignorate per crediti alimentari nella misura autorizzata dal Tribunale o da un Giudice da esso delegato.
Equitalia: più facile decadere dalla rateazione. Effetti e benefici.
fonte: http://www.laleggepertutti.it/92211_equitalia-piu-facile-decadere-dalla-rateazione-effetti-e-benefici
Lo schema di decreto sulla riscossione appena approvato dal Governo modifica le regole sui piani di rateazione con Equitalia. Ecco le novità più rilevanti.
Si decade dalla dilazione dopo 5 rate non pagate
Non saranno più necessarie otto rate non pagate, bensì solo cinque (non per forza consecutive) per decadere dal piano di rateazione. In questo modo, sarà molto più facile perdere il beneficio della dilazione del pagamento per chi salta gli appuntamenti mensili. In ogni caso, viene confermato dalla legge ciò che sino ad oggi era scritto solo in una direttiva di Equitalia: per somme iscritte a ruolo fino a 50mila euro, si può ottenere la rateazione a semplice domanda, senza bisogno di allegare documentazione o prove sulle precarie condizioni economiche del contribuente.
lunedì 29 giugno 2015
SOVRAINDEBITAMENTO ED ESDEBITAZIONE
La composizione delle crisi da Sovraindebitamento….una via di uscita dai debiti….
La recente legge n. 3 del 27 gennaio 2012 ha, per la prima volta, introdotto nel nostro ordinamento una procedura di esdebitazionedestinata a coloro che non possono accedere alle procedure concorsuali previste dalla Legge fallimentare.
Il procedimento previsto dalla legge n. 3/12 é rivolto quindi ai privati ed alle piccole imprese e permette la cancellazione dei debiti pregressi (discharge) del debitore (persona fisica o ente collettivo ovvero consumatore) ivi compresi quelli verso il fisco (Equitalia).
venerdì 26 giugno 2015
Parte l’iniziativa “500 impianti sportivi di base”
Nell’ambito del progetto “1000 cantieri per lo sport”, nato dalla
collaborazione tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’ICS, parte
l’iniziativa “500 impianti sportivi di base”, condivisa dalle Regioni e Province
Autonome, grazie alla quale associazioni e società sportive
dilettantistiche, parrocchie ed enti religiosi, onlus, federazioni sportive,
discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, Comuni e Province, possono
ottenere mutui a TASSO ZERO per la ristrutturazione o la realizzazione di impianti sportivi di
base.
Sono stati previsti almeno 500 interventi, equamente distribuiti a livello
territoriale, per i quali i beneficiari potranno ottenere mutui a tasso zero
fino a 150.000,00 euro per una durata di 15 anni (enti Locali) o di 10 anni (altri
beneficiari).
Tra gli interventi ammissibili, per progetti fino ad 1 milione di euro,
sono individuate delle priorità costituite da interventi su impianti
esistenti, totalmente o prevalentemente relativi a lavori di efficientamento
energetico, abbattimento barriere architettoniche, adeguamento e messa a norma
e bonifica dell’amianto o altre priorità individuate su base regionale.
Sono inoltre ammissibili interventi per ristrutturare, ammodernare,
ampliare, completare, attrezzare, riconvertire, manutenere o mettere a norma e
in sicurezza, compresi gli interventi di bonifica dell’amianto, gli impianti
sportivi di base esistenti o per realizzarne di nuovi.
Le domande si potranno presentare a partire dalle ore 10:00 dell’11 maggio
2015 e fino alle ore 17 del 15 luglio 2015.
Successivamente sarà resa disponibile la documentazione necessaria per
completare la richiesta di mutuo per coloro che saranno ammessi alla seconda
fase.
Per finanziare
la parte di progetto eccedente la quota di 150.000,00 euro coperta dal
mutuo a tasso zero si potrà ottenere un mutuo con un contributo negli
interessi dell'1,20% per gli Enti Locali e dell’1,50% per gli altri soggetti
beneficiari.
giovedì 25 giugno 2015
Ecco che cosa c’è dentro il kebab
Il kebab è un alimento che si sta affermando sempre di più. In ogni città italiana oramai è possibile mangiare questo piatto tipico turco. Ma cosa c'è nel kebab? Valeria Castellano ha provato a rispondere a questa domanda.
mercoledì 24 giugno 2015
Wurstel, polpette e cotolette: ecco cosa c’è dentro
Se del maiale non si butta via niente, lo stesso avviene col pollo: una volta tolti petto, cosce e filetto, gli "scarti" della lavorazione industriale vengono tritati e impastati per ottenere la carne separata meccanicamente. Un ingrediente che troviamo in wurstel, cotolette, cordon bleu e in molte altre preparazioni a base di carne. (Cristina Scanu)
Bozza di Decreto sulle sanzioni penali tributarie in CdM
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Bozza di Decreto sulle sanzioni penali tributarie in CdM |
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La
stampa specializzata rende noto che in data odierna il Consiglio dei
Ministri esaminerà la bozza del Decreto Legislativo sulla riforma
delle sanzioni penali tributarie. In particolare, tra le novità anticipate dalla stampa specializzata si segnalano le seguenti:
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