Fonte: Laleggepertutti.it
Il contribuente deve essere sempre messo nelle condizioni di conoscere le condizioni per esercitare il proprio diritto di difesa: il che significa che ogni atto di Equitalia, sia esso una cartella di pagamento o un preavviso di fermo o di ipoteca, deve indicare espressamente e in modo chiaro e intellegibile, le modalità e termini per poter ricorrere al giudice e fare opposizione. È vero, la legge non ammette ignoranza, ma ciò riguarda solo le norme di diritto sostanziale e non quelle sulla procedura: sicché l’amministrazione si deve sempre porre in una condizione di trasparenza e collaborazione, tanto da garantire a ogni cittadino, all’interno delle proprie comunicazioni, la conoscenza anticipata dei diritti che gli competono. È pertanto nulla, e deve essere immediatamente cancellata, l’ipoteca iscritta da Equitalia sull’immobile di proprietà del debitore senza che quest’ultimo sia stato previamente informato su come proporre ricorso, qualora voglia opporsi.
Questo importante principio è stato finalmente formalizzato dal più alto organo della giurisprudenza italiana: la Cassazione ha infatti messo nero su bianco tale principio in una sentenza pubblicata poche ore fa [1]. La pronuncia suona come una sonora bacchettata alle comunicazioni, tutt’altro che rare, sbrigative e frettolose di Equitalia.
