Fonte: Laleggepertutti.it
Il contribuente deve essere sempre messo nelle condizioni di conoscere le condizioni per esercitare il proprio diritto di difesa: il che significa che ogni atto di Equitalia, sia esso una cartella di pagamento o un preavviso di fermo o di ipoteca, deve indicare espressamente e in modo chiaro e intellegibile, le modalità e termini per poter ricorrere al giudice e fare opposizione. È vero, la legge non ammette ignoranza, ma ciò riguarda solo le norme di diritto sostanziale e non quelle sulla procedura: sicché l’amministrazione si deve sempre porre in una condizione di trasparenza e collaborazione, tanto da garantire a ogni cittadino, all’interno delle proprie comunicazioni, la conoscenza anticipata dei diritti che gli competono. È pertanto nulla, e deve essere immediatamente cancellata, l’ipoteca iscritta da Equitalia sull’immobile di proprietà del debitore senza che quest’ultimo sia stato previamente informato su come proporre ricorso, qualora voglia opporsi.
Questo importante principio è stato finalmente formalizzato dal più alto organo della giurisprudenza italiana: la Cassazione ha infatti messo nero su bianco tale principio in una sentenza pubblicata poche ore fa [1]. La pronuncia suona come una sonora bacchettata alle comunicazioni, tutt’altro che rare, sbrigative e frettolose di Equitalia.
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venerdì 13 maggio 2016
mercoledì 13 aprile 2016
Se Equitalia ti invia la cartella di pagamento e non vuoi saldare
Fonte: laleggepertutti.it
«Ti piace vincere facile?» recitava uno spot televisivo di non molto tempo fa; mutuando la provocazione anche al diritto tributario, si potrebbe dire la stessa cosa per chi intende contestare una cartella di pagamento di Equitalia e, tuttavia, non è riuscito a trovare valide ragioni per impugnarla. Già, perché, a quanto sembra dalle sentenze emesse contro l’Agente della riscossione, l’errore più ricorrente in cui cade Equitalia è quello della mancata prova della notifica della cartella di pagamento. Prova che può essere data esclusivamente con:
la relazione di notifica (nel caso di consegna a mano della cartella) redatta dall’ufficiale giudiziario o dal messo comunale;
l’originale dell’avviso di ricevimento della raccomandata, anche chiamata “ricevuta di ritorno” (nel caso di consegna da parte del postino).
«Ti piace vincere facile?» recitava uno spot televisivo di non molto tempo fa; mutuando la provocazione anche al diritto tributario, si potrebbe dire la stessa cosa per chi intende contestare una cartella di pagamento di Equitalia e, tuttavia, non è riuscito a trovare valide ragioni per impugnarla. Già, perché, a quanto sembra dalle sentenze emesse contro l’Agente della riscossione, l’errore più ricorrente in cui cade Equitalia è quello della mancata prova della notifica della cartella di pagamento. Prova che può essere data esclusivamente con:
la relazione di notifica (nel caso di consegna a mano della cartella) redatta dall’ufficiale giudiziario o dal messo comunale;
l’originale dell’avviso di ricevimento della raccomandata, anche chiamata “ricevuta di ritorno” (nel caso di consegna da parte del postino).
lunedì 29 febbraio 2016
Stop all’ipoteca di Equitalia se non c’è l’avvertimento
Fonte: laleggepertutti.it
È nulla l’ipoteca iscritta da Equitalia sulla casa del contribuente se questi non ha prima ricevuto un “preavviso di ipoteca” con cui gli si dà 30 giorni di tempo per pagare. Confermato, per la seconda volta nello stesso mese, il cambio di interpretazione da parte della Cassazione: i giudici hanno finalmente sposato – pur in assenza di norme che, espressamente, prevedano tale onere – una interpretazione più favorevole al contribuente. L’ordinanza, che segue di pochi giorni quella del 12 febbraio dello stesso segno, è stata pubblicata lo scorso venerdì [1].
martedì 23 febbraio 2016
Equitalita: cartella di pagamento nulla senza info sugli interessi
Fonte: laleggepertutti.it
L’omessa indicazione delle modalità di calcolo degli interessi rende illegittima la cartella esattoriale perché impedisce al contribuente l’esercizio del diritto di difesa.
È nulla la cartella di pagamento notificata da Equitalia se è carente delle indicazioni circa le modalità di calcolo degli interessi: questo perché il contribuente deve essere messo in grado di verificare come sono stati conteggiati e se è stato rispettato il tasso legale. Diversamente, il suo diritto alla difesa verrebbe irrimediabilmente pregiudicato. È quanto scrive la Commissione Tributaria Provinciale di Isernia [1]: la sentenza spezza una lancia in favore dei contribuenti – e sono in tanti – che hanno ricevuto cartelle prive di alcuna indicazione per come invece previsto dalla legge.
L’omessa indicazione delle modalità di calcolo degli interessi rende illegittima la cartella esattoriale perché impedisce al contribuente l’esercizio del diritto di difesa.
È nulla la cartella di pagamento notificata da Equitalia se è carente delle indicazioni circa le modalità di calcolo degli interessi: questo perché il contribuente deve essere messo in grado di verificare come sono stati conteggiati e se è stato rispettato il tasso legale. Diversamente, il suo diritto alla difesa verrebbe irrimediabilmente pregiudicato. È quanto scrive la Commissione Tributaria Provinciale di Isernia [1]: la sentenza spezza una lancia in favore dei contribuenti – e sono in tanti – che hanno ricevuto cartelle prive di alcuna indicazione per come invece previsto dalla legge.
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