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venerdì 3 giugno 2016

Blocco del conto corrente: tutele



Fonte: laleggepertutti.it


Pignoramento del conto corrente bancario o postale: come evitare che il creditore prelevi tutti i soldi depositati dal debitore; il caso del conto dedicato all’accredito di stipendi e pensioni.


Con le nuove regole, tutelare il conto corrente dal pignoramento dei creditori è diventato più facile per chi ha un lavoro dipendente; per gli altri soggetti, come ad esempio autonomi o professionisti, esistono ancora i tradizionali sistemi per ridurre i rischi di quello che, comunemente, viene detto blocco del conto: un nome che richiama l’essenza stessa della procedura in quanto, dopo la notifica dell’atto da parte dell’ufficiale giudiziario, la possibilità di eseguire dei prelievi viene bloccata nei limiti dell’importo pignorato (per esempio, se il conto ha un deposito di 10.000 euro e il creditore ha pignorato solo 2.000 euro, il correntista potrà continuare a prelevare fino a massimo 8.000 euro). Non esistono invece limiti ai versamenti, che potranno essere ugualmente eseguiti, ma potrebbero andare a finire nelle tasche del creditore (per come a breve spiegheremo).

Ecco quindi questa rapida scheda di aggiornamento sia sulle novità in vigore dal 2015 (e che, comunque, vanno a riguardare una fetta estremamente ampia della popolazione), sia sugli altri sistemi di tutela del conto corrente.


giovedì 7 aprile 2016

Pignoramento stipendio: il quinto vale sempre?

Fonte:  laleggepertutti.it




Il pignoramento dello stipendio avviene sempre entro massimo un quinto, che si calcola sull’intera retribuzione, al netto delle ritenute fiscali.
Se per le pensioni il pignoramento del quinto avviene dopo aver sottratto il cosiddetto “minimo vitale” – una somma cioè intangibile per garantire un sostentamento dignitoso anche al debitore – questo non vale, invece, per i lavoratori dipendenti. È quanto chiarito dalla Corte Costituzionale questa mattina [1].

venerdì 26 febbraio 2016

Pignoramento di stipendi e pensioni 2015, le nuove regole introdotte dal Decreto Giustizia.




Con l’entrata in vigore del decreto legge 27 giugno 2015 (cd. Decreto Giustizia) sono stati introdotti nuovi limiti alla pignorabilità di pensioni, stipendi ed altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego.
Le disposizioni del decreto legge, pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 27 giugno 2015, hanno immediata applicazione. Sono perciò applicabili anche alle procedure esecutive pendenti.

E’ stato integrato con due nuovi commi l’art. 545 c.p.c. che disciplina i limiti alla pignorabilità di pensioni e stipendi per i casi di espropriazione di crediti e beni presso terzi.
Si tratta cioè della procedura esecutiva mediante la quale il creditore chiede al terzo, a sua volta debitore del debitore esecutato, l’ammontare di somme eventualmente dal terzo dovute a titolo di pensione o di stipendio, ottenendo dal Giudice dell’Esecuzione un provvedimento di  assegnazione immediata di detti importi per la soddisfazione delle proprie pretese.

venerdì 31 luglio 2015

Pignoramento stipendio e pensione: limiti e regole



Il DL n. 83/2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.147/2015, introduce consistenti novità in materia fallimentare, civile e processuale civile e prevede, in particolare, nuovi limiti sul pignoramento della pensione e dello stipendio e prelievi forzosi sui conti correnti, misure previste nei casi in cui un creditore abbia a che fare con un debitore insolvente.



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