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lunedì 16 maggio 2016

Cartelle Equitalia: le contestazioni da non sollevare mai

Fonte:   laleggepertutti.it


Quando si riceve la notifica di una cartella di pagamento di Equitalia (la cosiddetta cartella esattoriale) per importi in realtà dovuti, non sono pochi i contribuenti a tentare la “scappatoia” del ricorso, ancorandosi a vizi formali, per non corrispondere gli importi richiesti dall’Agente della riscossione. Alcune di queste contestazioni, però, sono del tutto inutili e potrebbero solo far spendere soldi al ricorrente; altre, invece, gli si potrebbero addirittura ritorcere contro, come le eccezioni sui difetti di notifica. Una panoramica di ciò che non è consigliabile fare la offre una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Toscana [1] che val la pena di segnalare quale emblema di come, da una vicenda di per sé insignificante, si possa stilare un vademecum delle cause contro Equitalia.


venerdì 29 aprile 2016

Ricorso contro fermo o ipoteca: si applica la mediazione tributaria?

Fonte: laleggepertutti.it


La nuova mediazione tributaria obbligatoria si applica ai ricorsi notificati a partire dal 1 gennaio 2016 che abbiano ad oggetto atti dell’Agenzia delle Entrate, di altri enti creditori o di Equitalia, purché di valore non superiore a 20.000 euro.   Deve trattarsi di atti o provvedimenti concernenti imposte e tasse (imposte sui redditi, bollo auto tassa rifiuti ecc.) o la materia catastale. Tra questi atti rientrano anche la comunicazione di iscrizione di fermo amministrativo sul veicolo o di ipoteca su un immobile. Ma come fare a sapere se essi hanno valore inferiore a 20.000 euro e sono quindi soggetti al procedimento di reclamo-mediazione obbligatoria? La risposta è in una recente circolare dell’Agenzia delle Entrate [1].  

mercoledì 27 gennaio 2016

Cartella di pagamento: ricorsi senza avvocato o commercialista

Fonte:   www.laleggepertutti.it



Scatta la riforma del processo tributario: dal 1° gennaio 2016 il contribuente può presentare ricorso contro gli atti dell’amministrazione finanziaria (tra cui, innanzitutto gli accertamenti e le relative intimazioni di pagamento dell’Agenzia delle Entrate e le cartelle di pagamento di Equitalia) anche senza bisogno della difesa tecnica (avvocati, commercialisti, ragionieri, ecc.) se il valore della controversia non supera 3.000 euro (in passato il limite era di 2.582,28 euro). È questo uno degli effetti della recente riforma tributaria le cui novità sono oggetto di una circolare appena diramata dall’Agenzia delle Entrate

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