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lunedì 18 maggio 2015

Mobbing: per le vessazioni responsabile il datore e il capo reparto

Fonte:  http://www.laleggepertutti.it/88405_mobbing-per-le-vessazioni-responsabile-il-datore-e-il-capo-reparto


Se il datore di lavoro viene a conoscenza del mobbing che sta subendo il proprio dipendente ad opera di un superiore gerarchico, ha l’obbligo di attivarsi per tutelare quest’ultimo ed eliminare subito il problema; diversamente risponde anch’egli delle vessazioni. E questo vale sia per la pubblica amministrazione che per le aziende private.
Il chiarimento proviene da una recente sentenza della Cassazione [1].
Viene così condannato il datore di lavoro che resta inerte di fronte alle vessazioni imposte a un dipendente da un altro dipendente, ma a lui preposto. Peraltro, proprio la durata e le modalità della condotta lesiva (per come dimostrate in processo attraverso, per esempio, la prova per testimoni) possono far ritenere provata la conoscenza che, di tale situazione, ha il datore stesso, che ha l’obbligo di far cessare immediatamente. L’azienda, infatti, tra i tanti compiti, ha anche quello di tutelare la salute psicofisica dei propri lavoratori e, pertanto, una volta che l’imprenditore (o l’ente pubblico) sia venuto a conoscenza della situazione pregiudizievole per l’impiegato, ha l’obbligo di intervenire immediatamente per far cessare l’abuso.

sabato 16 maggio 2015

Come presentare domanda di disoccupazione per co.co.co. e co.co.pro.

Fonte:  http://www.laleggepertutti.it/88304_come-presentare-domanda-di-disoccupazione-per-co-co-co-e-co-co-pro

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Il Decreto attuativo del Jobs Act [1], in materia di riordino degli ammortizzatori sociali, oltre alla Naspi, nuova indennità di disoccupazione per i lavoratori subordinati, ha introdotto un’ulteriore sussidio sociale, a favore dei lavoratori parasubordinati che abbiano involontariamente perduto la propria occupazione, chiamato Dis-Coll. Tale istituto rappresenta una pietra miliare per questi soggetti la cui unica tutela, precedentemente, si limitava a un’indennità Una Tantum.   In particolare, lo strumento a sostegno del reddito spetta sia ai collaboratori coordinati e continuativi (Co.Co.Co.), che ai collaboratori a progetto (Co.Co.Pro), purché si trovino in stato di disoccupazione al momento di presentazione della domanda  e possano far valere almeno tre mensilità di contribuzione (dall’anno solare precedente alla cessazione dell’occupazione), più una mensilità di contributi (oppure un rapporto di collaborazione di almeno un mese, che abbia dato luogo all’accredito di metà mese di contribuzione) nell’anno solare in corso.

lunedì 4 maggio 2015

Cassazione: legittimo il licenziamento di chi ottiene il permesso ex legge 104 per poi andare a una serata danzante Fonte: (www.StudioCataldi.it)

Legittimo il licenziamento del lavoratore che usufruisce dei permessi ex legge 104 ma che invece di prestare assistenza al familiare disabile se ne va a una serata danzante.

Lo afferma la Corte di Cassazione (sentenza 8784/15) evidenziando che non ha alcun rilievo il tipo di assistenza che il lavoratore deve prestare in concreto. Nella fattispecie è risultato pacifico che il giorno del permesso retribuito era stato richiesto per soddisfare esigenze che non hanno nulla a che vedere con l'assistenza.

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