martedì 14 aprile 2015
Microcredito, 40 milioni di euro per finanziare partite Iva e piccole imprese: ecco come accedere ai finanziamenti
Quaranta milioni di euro a disposizione per lavoratori autonomi, artigiani, piccole imprese che non hanno sufficienti garanzie da fornire alle banche per accedere al credito. Il fondo per il Microcredito conta come detto su 40 milioni di euro, 10 dei quali raccolti dai parlamentari del Movimento 5 Stelle, e ogni anno verrà aumentato dal Mise con il 5% del bilancio dello Stato e da altri conferimenti di liberalità.
Chi può accedere al fondo - Pensato per agevolare l'avvio o lo sviluppo di un'attività di lavoro autonomo o di una micro-impresa, il fondo è indirizzato a lavoratori autonomi (professionisti ordinistici e non), imprese individuali, società di persone, società tra professionisti, srl semplificate e società cooperative titolari di partita Iva da meno di 5 anni e con massimo 5 dipendenti. Escluse invece le imprese che hanno avuto nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale complessivo annuo non superiore a 300mila euro o ricavi lordi annui non superiori a 200mila euro e, in ogni caso, non hanno un livello di indebitamento superiore a 100.000 euro.
Come funziona il credito - Per avviare la pratica occorre dotarsi di un piano imprenditoriale, verificare il possesso dei requisiti normativi e di tutta la documentazione necessaria, copia della carta d'identità e codice fiscale, certificazione attribuzione partiva Iva, certificato di iscrizione CCIAA o certificato iscrizione ordine professionale, libro unico del lavoro e ultimi tre bilanci. A quel punto scattano la presentazione (a cura del consulente del lavoro) e la ricevuta la conferma della prenotazione delle risorse dal Ministero dello sviluppo economico e bisognerà rivolgersi ai soggetti abilitati allo svolgimento dell'attività di microcredito iscritti nell'elenco di cui all'articolo 111 del TUB (banche e nuovi operatori specializzati nel microcredito) per avere liquidata somma concessa.
Credito massimo e rifinanziamento - I finanziamenti non sono assistiti da garanzie reali e non possono eccedere il limite di 25.000 euro per ciascun beneficiario, il limite può essere aumentato di 10.000 euro qualora il contratto di finanziamento preveda l'erogazione frazionata subordinando i versamenti successivi in caso di pagamento puntuale di almeno le ultime sei rate pregresse e sviluppo del progetto finanziato, attestato dal raggiungimento di risultati intermedi stabiliti dal contratto e verificati dall'operatore di microcredito. L'operatore di microcredito può concedere allo stesso soggetto un nuovo finanziamento per un ammontare, che sommato al debito residuo, non superi il limite di 25.000 o 35.000 euro. Il rimborso dei finanziamenti è regolato sulla base di un piano con rate a cadenza al massimo trimestrale. La data di inizio del pagamento delle rate può essere posposta per giustificate ragioni connesse con le caratteristiche del progetto finanziato.
Le quattro condizioni e quanto dura - Il finanziamento ha 4 finalità. L'acquisto di beni, ivi incluse le materie prime necessarie alla produzione di beni o servizi e le merci destinate alla rivendita, o servizi strumentali all'attività svolta, compreso il pagamento dei canoni delle operazioni di leasing e il pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative. La retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori. Il pagamento di corsi di formazione volti ad elevare la qualità professionale e le capacità tecniche e gestionali del lavoratore autonomo, dell'imprenditore e dei relativi dipendenti, nonché dei soci. Il pagamento di corsi di formazione anche di natura universitaria o post-universitaria volti ad agevolare l'inserimento nel mercato del lavoro delle persone fisiche beneficiarie del finanziamento. Mentre nei primi tre casi il finanziamento non può superare i 7 anni, in quest'ultimo si arriva a 10 anni. Sarà restituito, alle scadenze previste con applicazione di un tasso massimo pari a quello rilevato per la categoria di operazioni risultante dall'ultima rilevazione trimestrale effettuata (ai sensi della legge 7 marzo 1996, n. 108), moltiplicato per un coefficiente pari a 0,8. Attualmente il tasso non può essere superiore all'8,47%, lievemente superiore a quello mediamente concesso dagli Istituti bancari in quanto si tratta di un prestito senza garanzie reali.

